Cellina di Nardò

Categoria: Olio extravergine d'oliva

Prodotto: Cellina di Nardò

Produttore:

L’extravergine prodotto da questa cultivar si presenta di colore giallo, con un fruttato medio all’olfatto e un gusto armonico con sentori di mandorla e carciofo.

Zona di produzione

Basilicata

Puglia

La Cellina di Nardò è tipica della Puglia meridionale e di parte della provincia di Potenza.

Descrizione

Il frutto è di piccole dimensioni, ha forma ovoidale, leggermente asimmetrico. Il colore a maturazione è nero e lucente.

L’olio extravergine di Cellina di Nardò si presenta di colore giallo, dal fruttato medio intenso di tipo erbaceo con sentore di carciofo e mandorla.

Il gusto è armonico con sensazioni evidenti di mandorla, carciofo ed erba, con retrogusto piacevole di amaro e lieve prevalenza del piccante.

Utilizzo in cucina / Abbinamento

Questa varietà di olive viene utilizzata per la produzione delle “pucce”, pagnotte tipiche salentine farcite con olive.

L’extravergine si abbina ottimamente a carciofi, insalate, primi piatti, pesce e carni bianche.

Conservazione

L’olio extravergine di Cellina di Nardò va conservato in luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce e da fonti di calore, la temperatura di conservazione ottimale è tra i 12 e i 18 gradi. La cantina è il posto ideale per conservare l’olio extravergine, che va consumato entro 12 mesi dalla data di imbottigliamento.

La degradazione dei polifenoli e dei principali componenti dell’olio extravergine di qualità è proporzionale al tempo di contatto con agenti esterni, quali luce e calore, che ne deteriorano le strutture.

Storia

Sembra che la coltivazione dell’olivo in Salento risalga al VII sec. a.C.

Nel 336 a.C. l’olio salentino veniva già esportato in Oriente e a Cartagine e, ai tempi di Augusto, pare che il Salento fosse il primo territorio per estensione di oliveti. La sua espansione si arrestò solo con le invasioni barbariche e la crisi dell’Impero Romano, riaffermandosi poi con i Saraceni. Furono loro a diffondere la Cellina di Nardò, conosciuta infatti anche con il nome di Saracena.