Chianti DOCG

Categoria: Vino

Prodotto: Chianti DOCG

Produttore: Azienda Agricola Le Buche

Il vino Chianti DOCG è un vino rosso prodotto in Toscana, nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, principalmente da uvaggio Sangiovese.

Zona di produzione

Toscana

Il vino Chianti DOCG è prodotto nelle province toscane di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena; il territorio di produzione è articolato in diverse sottozone geografiche, conosciute con il nome di Colli Fiorentini, Rufina, Montalbano, Colli Aretini, Montespertoli, Colline Senesi e Colli Pisane.

Descrizione

Il vino Chianti DOCG si presenta di colore rosso rubino di buona intensità, tendente al granato con l’invecchiamento. Il profumo è vinoso, intenso e richiama sentori di frutta rossa, con leggere note di viola e mammola. Il sapore è armonico, sapido, leggermente tannico, di buona struttura, diventando con il passare del tempo più vellutato ed equilibrato.

Il Chianti DOCG può presentare le menzioni Superiore e Riserva, quest’ultima, se sottoposto a invecchiamento di almeno due anni a decorrere dal primo gennaio successivo all’annata di produzione delle uve.

Il Chianti può essere consumato come vino giovane, fresco e gradevole al palato, anche se è un vino particolarmente vocato ad un medio e lungo invecchiamento, con cui maturano e si affinano colore, profumo e sapore.

La gradazione alcolica minima è di 11,5 % vol.

Metodo di produzione

Il vino Chianti DOCG viene prodotto utilizzando uvaggi di Sangiovese (75-100%),  da solo o con aggiunta di uve provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nell’area interessata. I vitigni a bacca bianca non possono, singolarmente o congiuntamente, superare il limite massimo del 10%; i vitigni Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, non possono, singolarmente o congiuntamente, superare il limite massimo del 15%.

Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nei limiti della zona di produzione stabilita, tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni vengano effettuate nell’intero territorio delle province in cui si trovano i vigneti da cui proviene l’uva e nelle province ad esse limitrofe purché compresi nell’ambito della regione Toscana.

Utilizzo in cucina / Abbinamento

Le tipologie di Chianti sono tante e differenti e, di conseguenza, variano anche gli abbinamenti gastronomici.

Un vino con corpo sottile, fruttato, di contenuta alcolicità, è da gustare giovane, servito intorno ai 16°C di temperatura, abbinato a primi piatti, ribollita, pesce o pollo in umido, carni alla brace.

Il Chianti giovane e mediamente corposo si presta ad accompagnare carni bianche saporite, carni rosse alla griglia, pici al ragù di Chianina, zuppe di legumi.

Vini dotati di buona struttura e di apprezzabile alcolicità sono da preferire invecchiati, serviti intorno ai 18°-20 e abbinati a cacciagione, formaggi stagionati e saporiti, spezzatino di agnello, zuppa di fegatelli, lepre in salmì.

Conservazione

Il luogo ideale per la conservazione del Chianti è una cantina non umida e dalla temperatura costante. La bottiglia va tenuta coricata ed è importante tenere presente che si tratta di un prodotto in continua evoluzione, che col tempo acquisisce ulteriore finezza.

Storia

La prima menzione ufficiale del Chianti risale all’anno 1398, in un documento dal quale risulta che si trattava di un vino bianco piuttosto mediocre; solo nel 1400 il Chianti iniziò ad affermarsi come vino rosso di qualità.

Nel 1713, grazie a due bandi ufficiali, si iniziarono a determinare le zone più pregiate nelle quali veniva prodotto il Chianti e parallelamente veniva redatta una sorta di disciplinare. Fu il primo caso in cui venne individuata legalmente l’area di produzione di un vino pregiato.

Le prime opere di enologia e viticoltura toscana nacquero ai primi dell’ottocento, la figura di maggior spicco in questo contesto fu Bettino Ricasoli, agricoltore ed enologo che riuscì a far apprezzare anche al di fuori dei confini italiani il suo vino, prodotto per la prima volta nel Castello di Brolio (Arezzo). Ricasoli individuò l’uvaggio perfetto per il Chianti: due varietà di uve rosse  (Sangiovese e Canaiolo) e due varietà di uve bianche (Malvasia e Trebbiano).

Purtroppo, iniziò presto a diffondersi una produzione Chianti non controllata e di scarsa qualità e per questo, nel 1924, fu creato da un gruppo di produttori il “Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e del suo marchio di origine".

Nel 1967 il vino Chianti ricevette l’attestazione DOC (Denominazione di Origine Controllata), mentre l’ambita DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) venne assegnata nel 1984. All’interno di questa DOCG viene riconosciuto anche il Chianti Classico DOCG, regolamentato da un proprio disciplinare di produzione riconosciuto per legge dal 1996.

 

 

Certificazioni


DOCG