Farina di grano tenero tipo 1

Categoria: Pani, farine e prodotti da forno

Prodotto: Farina di grano tenero tipo 1

Produttore: Mulino Val d'Orcia , Mulino Val D'Orcia

La farina di grano tenero tipo 1 è un alimento derivato dalla macinazione del grano tenero, versatile in cucina e ideale per la panificazione di qualità.

Zona di produzione

Emilia Romagna

Piemonte

L'Italia è un forte produttore di frumento grazie al clima favorevole a questa coltura. La produzione italiana di frumento tenero (Triticum vulgare o aestivum) è concentrata prevalentemente  nella parte settentrionale del paese

Descrizione

Il grano tenero  è caratterizzato da chicchi friabili che al loro interno conservano uno strato bianco e farinoso. La farina di grano tenero tipo 1 si ottiene dalla macinazione di questo cereale.

Questo tipo di farina ha una consistenza molto fine ed è ottima per la panificazione di qualità. Meno raffinata e di colore bianco più scuro rispetto alla farina 0, possiede una piccola percentuale di crusca proveniente dalla parte esterna del chicco. Se ottenuta da macinazione artigianale tramite mulino a pietra contiene anche il germe del grano  (che contiene antiossidanti, vitamina E, B e sali minerali).

La farina tipo 1 è il massimo grado di raffinazione che si ottiene dalla macinazione a pietra ed è quindi piuttosto versatile in cucina, ha caratteristiche organolettiche uniche per profumo e sapori, che ricordano molto le farine di una volta.

Metodo di produzione

La farina di grano tenero di tipo 1 si può ottenere in due modi: con un sistema di molitura a cilindri, che è quella più diffusa, oppure con la pratica artigianale della molitura a pietra. Ultimamente si sta riscoprendo l’antica tecnica di macinazione a pietra dei cereali che, pur essendo più costosa di quella a cilindri, permette di ottenere farine di migliore qualità organolettica e nutrizionale. Con la molitura a pietra la lavorazione del cereale avviene più lentamente (le farine non si surriscaldano), il germe (ossia la parte nutritiva del chicco) rimane intatto preservando al meglio le qualità organolettiche.

Inoltre, con il sistema a pietra il chicco viene frantumato tutto assieme e i diversi componenti che si mescolano nella farina vengono poi separati mediante setacci mentre con i sistemi moderni la separazione avviene nel corso stesso della molitura.

Alla fine delle operazioni di molitura comune si ottengono farine grossolane, fini e finissime, classificate merceologicamente secondo il grado di abburattamento (setacciatura) con la denominazione 0,1,2 o integrale. La  farina 00 è la più fine, completamente priva di crusca, e le farine 0, 1, 2 e integrale sono progressivamente meno fini e contenenti quantità crescenti di crusca.

Utilizzo in cucina / Abbinamento

Questo tipo di farina è l’ideale per la panificazione e la pasticceria di qualità; è ottima da usare per impasti a lunga lievitazione con lievito madre.

Generalmente i grani teneri, rispetto ai grani duri, sono più indicati per la realizzazione di prodotti da forno che presentano la necessità di una soddisfacente lievitazione.

Conservazione

La farina di grano tenero va  conservata in luogo fresco e asciutto, lontano da luce e fonti di calore. Una volta aperta, la confezione va richiusa con cura. Va consumata entro 6 mesi dalla data di macinazione. Nei mesi più caldi è possibile conservare la farina in frigorifero se travasata in un vasetto in vetro chiuso (al riparo dall'umidità).

Storia

Il frumento o grano è noto fin dall’antichità e rappresenta ancor oggi, soprattutto nelle zone temperate, la principale fonte di cibo per l’uomo.

La farina di frumento ha svolto un ruolo fondamentale nella storia dell’alimentazione umana. Nel bacino del Mediterraneo è stata un alimento essenziale per le civiltà egizia, greca e romana. Il termine farina deriva dal latino far, farro, un cereale affine al frumento molto diffuso nell’Italia dell’epoca preromana e romana, utilizzato anche ai tempi nostri.

Attualmente il frumento è il cereale più coltivato nel mondo, grazie alla sua adattabilità a diverse condizioni ambientali e climatiche.

Ingredienti

Grano tenero (Triticum vulgare o aestivum)