Gorgazzo

Categoria: Olio extravergine d'oliva

Prodotto: Gorgazzo

Produttore:

L’olio extravergine ottenuto da questa varietà presenta sensazioni olfattive di mandorla, erbe aromatiche e carciofo; al gusto note di piccante e di amaro.

Zona di produzione

Friuli-Venezia Giulia

Il Gorgazzo è una cultivar di origine Friulana. Il Friuli Venezia Giulia è il limite massimo a nord a cui la pianta dell’olivo può resistere. Ciò che rende possibile l’olivicoltura in questa regione è il benefico influsso del Mar Adriatico da una parte e, dall’altra, la protezione che le Alpi Carniche e Giulie garantiscono contro i gelidi venti nordici.

Descrizione

La drupa è di medie dimensioni, la forma è ovoidale allungata; è polposa, di colore nero violaceo quando giunge a maturazione.

L’olio che si ottiene è un extravergine aromatico, fruttato, con note di piccante e amaro. Giallo, con riflessi verdi, presenta sensazioni olfattive di mandorla, erbe aromatiche e carciofo.

Utilizzo in cucina / Abbinamento

L’extravergine ottenuto dalla cultivar Gorgazzo è ottimo per valorizzare verdure, pinzimoni e ortaggi, oltre ad abbinarsi perfettamente a molti piatti della tradizione friulana.

Conservazione

L’olio extravergine d’oliva va conservato in luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce e da fonti di calore, la temperatura di conservazione ottimale è tra i 12 e i 18 gradi. La cantina è il posto ideale per conservare l’olio extravergine, che va consumato entro 12 mesi dalla data di imbottigliamento.

La degradazione dei polifenoli e dei principali componenti dell’olio extravergine di qualità è proporzionale al tempo di contatto con agenti esterni, quali luce e calore, che ne deteriorano le strutture.

Storia

Furono gli antichi Romani a portare la pianta dell’olivo anche in Friuli Venezia Giulia, in età medievale.

Agli inizi del XX secolo, parte di queste patrimonio andò distrutto: per la necessità di scaldarsi furono abbattuti tantissimi esemplari di olivi.

Solo verso gli anni ’80, la varietà Gorgazzo venne recuperata dall’Università del Friuli Venezia Giulia e classificata come varietà autoctona, facendo in modo che il comparto agricolo investisse su questa cultivar e lavorasse per la sua diffusione.