Primitivo di Manduria DOC

Categoria: Vino

Prodotto: Primitivo di Manduria DOC

Produttore: Barone di Bolaro

Eccellenza della produzione vitivinicola pugliese, il Primitivo di Manduria DOC è un vino rosso dal profumo ampio e avvolgente, al palato pieno e armonico.

Zona di produzione

Puglia

La produzione di questo vino è consentita nelle province di Brindisi e Taranto, in una zona caratterizzata da roccia calcarea tufacea e argilla. L’epicentro della produzione è Manduria, in provincia di Taranto.

Descrizione

Il Primitivo di Manduria DOC è un vino dal colore rosso rubino intenso, che tende ad assumere sfumature violacee ed arancioni con l’invecchiamento. Al naso si presenta ampio e avvolgente, richiama sentori speziati, di frutti di bosco e anche di tabacco. Al palato è netto e asciutto, con una buona struttura e una significativa potenza alcolica, ben bilanciato in morbidezza. La gradazione alcolica minima è di 13,5% vol.

Metodo di produzione

I vini della Denominazione di Origine Controllata "Primitivo di Manduria" devono essere ottenuti da uve provenienti da uvaggi di Primitivo (minimo 85%). Possono concorrere alla produzione, da sole o congiuntamente, le uve dei vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di Taranto e Brindisi, fino a un massimo del 15%.

Utilizzo in cucina / Abbinamento

Si abbina con successo ad arrosti di carni rosse, grigliate di carni, selvaggina, primi al ragù, zuppe ricche e corpose, formaggi stagionati e saporiti. La temperatura di servizio ideale è di 18° - 20°C.

Conservazione

Il vino Primitivo di Manduria DOC deve essere conservato in un luogo ben areato, non umido e con temperatura costante, compresa tra i 10°-15°. Le bottiglie vanno mantenute al riparo dalla luce, in posizione orizzontale, per permettere al vino di rimanere a contatto con il tappo, mantenendolo umido ed elastico.

Storia

Dal 1974 il vino Primitivo di Manduria si fregia della certificazione DOC (Denominazione di Origine Controllata).

Si ritiene che il vitigno Primitivo sia originario delle coste ionico-salentine, e la sua diffusione si sia successivamente estesa anche nelle zone murgesi dei territori di Bari e Taranto. La prima testimonianza storica risale al 1600 circa, quando i monaci benedettini della zona di Gioia del Colle erano conosciuti per essere coltivatori di questo vitigno.

Il nome “Primitivo” richiama la precocità della maturazione di questo vitigno, che lo rende appunto uno fra i primi ad essere vendemmiati a fine agosto. Questa precocità, tuttavia, non impedisce agli zuccheri di aumentare la loro concentrazione, tanto che la caratteristica principale dei vini ottenuti dal vitigno Primitivo è la gradazione alcolica.